Luisa Spagnoli

Da WikiCeo.
Vai alla navigazione Vai alla ricerca


Luisa Spagnoli
Luisa Spagnoli
Luogo di nascitaPerugia
Data di nascita30 ottobre 1877
Data di morte21 settembre 1935
AttivitàCEO
NazionalitàItaliana
Citazione"La capacità di immaginare quello che ancora non c’è, questo fa la differenza."

Luisa Spagnoli, nata Sargentini, fu un'importante imprenditrice italiana, nota per aver creato il celebre Bacio Perugina e per aver fondato la rinomata catena di negozi a lei intitolata.

Biografia

Nacque a Perugia il 30 ottobre 1877 da Pasquale Sargentini, pescivendolo, e Maria Lo Conte[1]. Dopo aver sposato Annibale Spagnoli, i due avviarono una drogheria e la produzione di confetti, dando vita a una famiglia composta da tre figli: Mario, Armando e Aldo.[2]

Nel 1907, insieme a Francesco Buitoni e Leone Ascoli, Luisa fondò la Perugina, una piccola azienda nel centro storico di Perugia, che crebbe fino a diventare una grande manifattura con oltre cento dipendenti dopo la prima guerra mondiale.[3] Nel 1922 iniziò una storia d'amore con Giovanni Buitoni, figlio del socio Francesco. Pur avendo un legame profondo, i due non si sposarono né vissero insieme.[4]

Oltre alla Perugina, Luisa si dedicò all'allevamento etico di conigli d'angora per la produzione di pregiata lana. Questi animali venivano accuditi amorevolmente, senza subire tosature o sacrifici.[5] Quest'attività portò alla creazione dell'Angora Spagnoli a Santa Lucia, che produsse scialli, boleri e abbigliamento di moda.[6] La sua dedizione all'azienda e al benessere dei dipendenti la spinse a fondare un asilo nido e a ideare il famoso cioccolatino "Bacio Perugina”.

Nonostante non abbia vissuto abbastanza per vedere l'apice del successo dell'azienda, che avvenne sotto la guida del figlio Mario, Luisa Spagnoli lasciò un'impronta indelebile nel mondo imprenditoriale. Nel 1935, a causa di un tumore alla gola, si trasferì a Parigi per cure specializzate, dove morì a quasi 58 anni. [7] Riposa nella cripta accanto agli stabilimenti Luisa Spagnoli Angora a Santa Lucia, Perugia. Durante gli anni '40, in un periodo di difficoltà economica per molti, gli Spagnoli dimostrarono generosità regalando ai loro operai abbigliamento e lana di valore considerevole.[8] L'azienda prosperò ulteriormente sotto la guida di Mario e, in seguito, con il figlio Lino, che diversificò la produzione e lanciò la rete di negozi "Luisa Spagnoli"[9], oggi diffusa in tutto il mondo, con base a Perugia.

Luisa Spagnoli e il mondo della Perugina

Nei primi anni della Società, le sfide furono molte e le perdite ingenti, portando l'azienda sull'orlo del fallimento. Nel 1909, per affrontare questa situazione, si decise di affidare la gestione dei bilanci al diciottenne Giovanni Buitoni, figlio di Francesco, il quale divenne un pilastro fondamentale per la Perugina. Dotato di notevoli competenze in ambito economico, Giovanni riuscì a riequilibrare i conti, salvando l'azienda dolciaria e contribuendo a farne una delle principali realtà artigianali in Italia.

Fu la Prima Guerra Mondiale a segnare una svolta decisiva per la Perugina. Nel 1915, con l'entrata dell'Italia nel conflitto, molti uomini validi furono chiamati alle armi, tra cui diversi operai dell'azienda, incluso Giovanni Buitoni. Di conseguenza, la gestione dell'impresa passò nelle mani di Luisa Spagnoli. Durante il conflitto, un decreto governativo impose il divieto di commerciare lo zucchero, considerato un bene superfluo. Fu in questo contesto che Luisa ebbe l'intuizione di passare dalla produzione di confetti a quella di cioccolato, utilizzando il cacao mescolato con lo zucchero eccessivamente caramellato proveniente da altre lavorazioni, che altrimenti sarebbe andato sprecato. Così nacque la prima tavoletta di cioccolato fondente, nota come "Luisa".

Il cioccolato fondente "Luisa" ottenne un notevole successo, anche grazie al suo prezzo accessibile, che lo rese alla portata di tutti. La svolta decisiva, però, si ebbe nel 1922 con la creazione del prodotto iconico dell'azienda: il Bacio Perugina. Luisa decise di riutilizzare il cioccolato e la granella di nocciole avanzati in azienda, solitamente destinati allo smaltimento a fine giornata, per creare un cioccolatino con un cuore di gianduia e granella di nocciole, coronato da una nocciola intera e rivestito da una glassa al fondente. La sua forma ricordava il pugno chiuso di una mano, motivo per cui Luisa inizialmente lo nominò "Cazzotto".

Tuttavia, Giovanni Buitoni non fu convinto dal nome e decise di presentare il prodotto al mercato con un appellativo più dolce e caloroso: Bacio. La pubblicità di questo nuovo prodotto fu affidata al rinomato disegnatore Federico Seneca[10], il quale concepì l'immagine del cielo stellato, divenuta iconica e ancora oggi presente sulla carta che avvolge il cioccolatino. Una peculiarità ulteriore del Bacio era (e ancora è) la presenza di piccoli bigliettini con frasi poetiche all'interno dell'involucro, un dettaglio che invitava i consumatori ad aprirlo con curiosità.

In breve tempo, il Bacio divenne il fiore all'occhiello della Perugina: il suo gusto era inconfondibile e le frasi contenute al suo interno invitavano i consumatori a condividere un momento di dolcezza. Nel 1923, Annibale Spagnoli lasciò la Perugina, lasciando l'azienda nelle mani di Luisa, che divenne consigliera di amministrazione e direttrice del settore confezioni di lusso, insieme ai suoi tre figli: Mario, Amedeo e Aldo.[11]

L’imprenditrice che aveva a cuore le donne e le operaie

Luisa Spagnoli è stata una figura di spicco nell'imprenditoria, nota anche per le sue innovazioni nella gestione del personale, soprattutto per quanto riguarda le lavoratrici. Durante il periodo della Prima Guerra Mondiale, quando gli uomini erano impegnati al fronte, Luisa introdusse una serie di iniziative rivolte alle donne impiegate presso la Perugina. Vennero istituite scuole e asili nido, tra cui uno situato all'interno dello stabilimento di Fontivegge, al fine di agevolare le dipendenti nel conciliare i loro impegni lavorativi con quelli familiari. Inoltre, furono organizzati corsi di alfabetizzazione durante l'orario di lavoro, dimostrando una sensibilità particolare verso la formazione delle proprie dipendenti.

Luisa Spagnoli si distinse anche per l'introduzione di importanti diritti sul lavoro, come il congedo retribuito di maternità e il diritto all'allattamento. Per lei, era fondamentale garantire alle donne la possibilità di mantenere la propria indipendenza anche dopo la maternità. Alla fine della Prima Guerra Mondiale, sebbene si prevedesse che le donne potessero essere licenziate per far spazio ai uomini rientrati dal fronte, la Perugina scelse invece di investire ulteriormente sulle lavoratrici, dimostrando un impegno concreto verso la parità di opportunità nel mondo del lavoro.[12]

Lo stabilimento di Santa Lucia della Luisa Spagnoli era un luogo davvero speciale. Oltre a offrire abitazioni a schiera, ancora oggi esistenti, vantava persino una piscina a disposizione dei dipendenti. Non si fermò qui, ma si andò oltre, con la promozione di attività ricreative come balli, partite di calcio, gare e feste, creando un ambiente lavorativo che valorizzava non solo la produttività, ma anche il benessere e il coinvolgimento dei dipendenti.[13]

Note