Guccio Gucci

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Guccio Gucci
Guccio Gucci
Luogo di nascitaPerugia
Data di nascita26 marzo 1881
Data di morte2 gennaio 1953
AttivitàCEO
NazionalitàItaliana

Biografia

Guccio Giovanbattista Giacinto Dario Maria Gucci, nato a Firenze il 26 marzo 1881 e morto a Milano il 2 gennaio 1953, è stato un manager e stilista italiano, noto per avere fondato la casa di moda Gucci.

Figlio di Gabriello Gucci, artigiano specializzato nella lavorazione del cuoio e nell’intreccio di cappelli di paglia, e di Elena Santini, all’età di 17 anni decise di abbandonare la Toscana per cercare fortuna. Dopo una breve permanenza in Francia, trovò impiego presso l’Hotel Savoy di Londra come liftman (ascensorista), grazie alla sua bella presenza e l’aspetto elegante.[1][2]

L’albergo era tra i più lussuosi e prestigiosi della città. L’eleganza e la sofisticatezza degli accessori e del vestiario dei facoltosi ospiti, spesso appassionati di equitazione, fecero una profonda impressione su Guccio, una fascinazione durevole che sarebbe stata alla base del suo futuro percorso nella moda. La continua esposizione all’alta società lo portò infatti a sviluppare un gusto raffinato. Nel corso della sua permanenza in Inghilterra, imparò perfettamente l’inglese, il francese e il tedesco, lingue che utilizzava per interagire con gli ospiti.[3][4]

Dopo quattro anni, nel 1901, Guccio decise di tornare in Toscana, deciso ad intraprendere una carriera nella pelletteria. Nel 1902 sposò Aida Calvelli, figlia di un sarto che aiutò molto Guccio negli affari. Dopo il servizio militare, si trasferì a Milano e cominciò a lavorare per la Valigeria Botto. Successivamente, iniziò un nuovo percorso in un negozio di pelletteria nella rinomata Ditta Franzi, divenendone in breve tempo direttore grazie alla sua intraprendenza. Presto fu inviato a compiere viaggi e commesse in tutta Europa.[5]

Nel 1922, vide nel centro di Firenze un negozio vuoto, e decise di aprire proprio in quella location una bottega di accessori di lusso che aveva sempre sognato. Il concept alla base della sua attività fu proprio quello sviluppato all’Hotel Savoy: accessori in pelle di finissima qualità che comunicassero a prima vista l’opulenza e lo status sociale del proprietario. Un’altra importante intuizione fu quella di inserire continui richiami al mondo dell’equitazione, hobby estremamente in voga tre le classi altolocate europee: ad esempio, il motivo del morso per cavalli, tutt’ora uno dei più iconici della casa toscana. Anche accessori a forma di briglie o selle furono una parte importante dell’offerta di Gucci. Un altro aspetto peculiare del marchio era soprattutto l’elevata possibilità di personalizzazione dei prodotti, in particolare attraverso l’apposizione delle iniziali. In questa fase, il cuoio era importato specialmente prima dalla Germania, poi dalle rinomante concerie inglesi.[6]

Acquistato il locale in seguito a un prestito,[7] nel 1923 registrò dunque, in Via del Parione 11, l’attività sotto il nome di “Valigeria e Articoli da Viaggio”, facendosi in breve tempo una vasta clientela soprattutto tra facoltosi cavallerizzi. La politica di assumere esclusivamente gli artigiani toscani più abili portò rapidamente la bottega ebbe rapidamente un notevole successo, e nel 1932 Guccio poté aprire altre due filiali in Via della Vigna, al n. 7 e 11. Nel 1937 inaugurò un piccolo laboratorio in Lungarno Guicciardini, finalmente con il nome “G. Gucci” nell’insegna.[8]

Durante il Fascismo, a causa delle ristrettezze di materiali primi dovute alle sanzioni internazionali, Gucci cominciò a sperimentare con materiali quali la canapa, il lino, il giunco e il bambù. La borsa Bambù, ancora una volta ispirata alla sella da cavallo, sarebbe divenuto un altro elemento iconico del marchio, e un testamento dell’ingegno di Guccio anche di fronte a circostanze difficili.[9][10]

Nel 1938, aprì una sede a Roma, nella location centralissima e prestigiosa di Via dei Condotti. Nel 1944, durante la Seconda guerra mondiale, Firenze fu bombardata, e il laboratorio di Via Guicciardini fu pesantemente danneggiato. Con l’aiuto del figlio Aldo, che raccoglieva per la città pezzi di legno e di marmo, l’esercizio fu rapidamente riparato.[11]

Nel 1952, aprì una ulteriore filiale a Milano.[12]

Nel 1953, morì improvvisamente a Milano, ricevendo sepoltura nella cappella di famiglia del Cimitero di Soffiano. I figli Aldo e Rodolfo ne continuarono l’attività, conducendola poi al successo internazionale.[13][14]

Onorificenze e riconoscimenti

  • Nel 1946, re Umberto II di Savoia lo nominò la Gucci Srl Fornitrice della Reale Casa.[15]
  • In seguito all’instaurazione della Repubblica, meritò il titolo di Grande Ufficiale del Lavoro.[16]

Note

  1. Patrizia Gucci, Gucci. La vera storia di una dinastia di successo, Mondadori Electa, 2015, su docs.google.com.
  2. David Landes, Dynasties: Fortune and Misfortune in the World's Great Family Businesses, Penguin, 2007., su books.google.it.
  3. Patrizia Gucci, Gucci. La vera storia di una dinastia di successo, Mondadori Electa, 2015, su books.google.it.
  4. History of Guccio Gucci, su http: (archiviato dall'url originale).
  5. Patrizia Gucci, Gucci. La vera storia di una dinastia di successo, Mondadori Electa, 2015., su books.google.it.
  6. Patrizia Gucci, Gucci. La vera storia di una dinastia di successo, Mondadori Electa, 2015., su books.google.it.
  7. David Landes, Dynasties: Fortune and Misfortune in the World's Great Family Businesses, Penguin, 2007., su books.google.it.
  8. Patrizia Gucci, Gucci. La vera storia di una dinastia di successo, Mondadori Electa, 2015., su books.google.it.
  9. donnamoderna.com, https://www.donnamoderna.com/moda/gucci-storia-foto.
  10. web.archive.org, https://web.archive.org/web/20181010063854/http:/www.studentske.sk/anglictina/History%20of%20Guccio%20Gucci.htm.
  11. Patrizia Gucci, Gucci. La vera storia di una dinastia di successo, Mondadori Electa, 2015., su books.google.it.
  12. Patrizia Gucci, Gucci. La vera storia di una dinastia di successo, Mondadori Electa, 2015., su books.google.it.
  13. Alessandro Panajia, Soffiano. Luogo della memoria e degli affetti, Edizioni ETS, 2018., su google.it.
  14. Guccio Gucci A leather lineage Deirdre Pirro June 18, 2009, su theflorentine.net (archiviato dall'url originale).
  15. Patrizia Gucci, Gucci. La vera storia di una dinastia di successo, Mondadori Electa, 2015., su books.google.it.
  16. Patrizia Gucci, Gucci. La vera storia di una dinastia di successo, Mondadori Electa, 2015., su books.google.it.