Michele Ferrero

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Michele Ferrero
Michele Ferrero
Luogo di nascitaDogliani (Cuneo)
Data di nascita26 aprile 1925
Data di morte14 febbraio 2015
AttivitàCEO
NazionalitàItaliana
Citazione"La mia unica preoccupazione è che l'azienda sia sempre più solida e forte per garantire a tutti coloro che ci lavorano un posto sicuro."

Michele Ferrero nasce a Dogliani (Cuneo) nel 1925 da Pietro Ferrero e Piera Cillario, in una famiglia di pasticceri. Tornati ad Alba nel 1942, aprono un laboratorio in via Rattazzi, dando inizio alla storia della Ferrero.

Biografia

Nel 1946, l'azienda è costituita ufficialmente e Michele, a soli 32 anni, assume la guida durante una fase di forte sviluppo.

Sotto la sua guida, l'azienda si espande oltre i confini nazionali. Nel 1956, apre il primo stabilimento in Germania, con il Gianduijot come prodotto principale[1]. Nel 1964, introduce la celebre crema al cioccolato "Nutella", con una formula più densa e segreta. L'espansione prosegue con nuovi stabilimenti in vari paesi.

Michele Ferrero si distingue per la sua passione, creatività e visione. È l'ideatore di prodotti iconici come Mon Chéri, Tic Tac, Ferrero Rocher e la linea Kinder, che costituisce il 50% del fatturato Ferrero. Nel 1971, viene nominato Cavaliere del Lavoro[2]. Nel 1983, fonda la Fondazione Ferrero, dedicata agli ex-dipendenti e alla promozione di iniziative culturali.

Nel 2005, crea le Imprese Sociali Ferrero, promuovendo occupazione e progetti educativi in paesi emergenti. Il Gruppo Ferrero, con oltre 34.000 collaboratori[3], è presente in 53 Paesi, con 20 stabilimenti produttivi e 3 aziende agricole. Dopo aver lasciato la carica di amministratore delegato, Michele si trasferisce a Montecarlo, dove guida Soremartec, società del Gruppo Ferrero. Dal 2008 fino alla sua scomparsa nel 2015, è stato la persona più ricca d'Italia secondo Forbes. Il 29 settembre 2015, una piazza ad Alba viene intitolata a Michele Ferrero[4], in precedenza nota come "piazza Savona".

L’affermazione internazionale della Ferrero

Dopo il successo in Italia, Michele Ferrero decise di portare i prodotti Ferrero nel mondo. Nel 1956, come già accennato, aprì un grande stabilimento in Germania, seguito da uno in Francia. Da qui iniziò la rapida espansione di Ferrero in Europa, con uffici e centri di produzione in vari paesi, tra cui Belgio, Paesi Bassi, Austria, Svizzera, Svezia, Regno Unito, Irlanda e Spagna.

Nel corso dei decenni successivi, l'azienda Ferrero divenne un colosso globale. Si espanse ulteriormente creando nuove imprese e strutture produttive in Nord e Sud America, nel Sud-Est Asiatico, nell'Europa orientale, in Africa, in Australia e, più recentemente, in Turchia, Messico e Cina[5]. Questa audace espansione consolidò la posizione di Ferrero come uno dei principali gruppi dolciari a livello mondiale.

L'approccio di Michele Ferrero combinava intraprendenza e intuizione di mercato. Riuscì a comprendere le esigenze dei consumatori in diverse parti del mondo e ad offrire prodotti che rispondevano perfettamente a tali esigenze. Questa strategia fu fondamentale per l'ascesa di Ferrero a livello internazionale.

Questa espansione non solo rafforzò la presenza globale di Ferrero, ma contribuì anche a creare opportunità economiche e occupazionali in numerose regioni del mondo. Inoltre, l'azienda mantenne sempre elevati standard di qualità e sostenibilità, in linea con la visione di Michele Ferrero di un'impresa responsabile e orientata al futuro.

Michele Ferrero: una guida con occhio attento “alla Valeria”

Per oltre cinquant'anni, Michele Ferrero ha influenzato i gusti degli italiani con prodotti iconici come Mon Chéri e Ovetti Kinder. Profondamente legato alla sua terra, ha trasformato gli stabilimenti Ferrero in un modello non solo industriale, ma anche sociale. Ora, a condurre l'impero di famiglia è il cinquantunenne Giovanni.

La filosofia di Michele era chiara: "Fare sempre diverso dagli altri, avere fede, tenere duro e mettere ogni giorno al centro "la Valeria". Ma chi è questa Valeria? "La Valeria" è la donna che fa la spesa, è la nonna, la zia. È il consumatore che guida le scelte quotidiane. Lei determina il successo di un'idea e di un prodotto, e se un giorno cambia idea, tu devi essere pronto ad adeguarti."[6]

Michele Ferrero amava raccontare la sua visione imprenditoriale e gli aneddoti che vi erano dietro. Indossava spesso gli occhiali da sole e sebbene possa faticava a sentire, non interrompeva mai gli altri, specialmente la moglie. Non ha mai preso la pensione e non lo ha fatto finché ha avuto fiato in corpo. Fino all'ultimo istante, si è dedicato ai suoi prodotti e alla sua azienda, fedele alla regola che ha guidato la sua vita: il rispetto per “la Valeria”.

Per Michele, “la Valeria” era sacra. La studiava con cura e attenzione, evitando improvvisazioni. Aveva fiuto, ma si affidava anche a ricerche motivazionali per comprendere appieno i desideri della sua cliente più importante: la donna che sceglie cosa mettere nel carrello, che può determinare il successo o l'insuccesso di un prodotto con una sola decisione.

La storia di Michele Ferrero è una lezione di imprenditorialità e dedizione, un esempio di come l'attenzione al consumatore possa portare al successo duraturo. La sua eredità non si limita ai prodotti Ferrero, ma vive nell'approccio attento e rispettoso che ha ispirato generazioni di imprenditori.

Note